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DI TONINO PERRERA

Verso la fine del mese di gennaio 1649, il Cardinale Trivulzio, Presidente del regno di Sicilia, prima di partire per la Sardegna della quale era stato nominato viceré da Filippo IV di Spagna, si recò a Messina per rendere omaggio al nuovo viceré di Sicilia, il principe Giovanni d’Austria, figlio illegittimo di Filippo IV, da questo riconosciuto ufficialmente nel 1642.

La prima cosa di cui si occupò Giovanni d’Austria fu la flotta, che aveva bisogno di essere migliorata e potenziata. Per fare ciò ci volevano soldi, che non c’erano, e il viceré nel marzo 1649 promulgò un indulto con il quale concedeva il perdono per ogni sorta di reato – tranne che di lesa maestà – dietro pagamento di una somma proporzionata all’entità del reato e alla condizione della persona, specificando che il ricavato era destinato al rifacimento dell’armata navale. Fece inoltre rimettere diverse gabelle che erano state tolte in seguito a sollevazioni popolari.

In questo stesso periodo dovette occuparsi di una congiura dei nobili siciliani volta a distaccare la Sicilia dal resto del regno, nominando come re un siciliano di nobili origini. La congiura fallì e gli ideatori del piano furono arrestati o esiliati; tra questi ricordiamo Giovanni Gaetano (fratello del principe del Cassero), Giuseppe Requesenz (fratello del principe di Pantelleria), Ferdinando Afflitto (fratello del principe di Belmonte), il parroco Simone Rao, Giovanni del Carretto conte di Ragalmunto, Giuseppe Ventimiglia (fratello del marchese di Geraci), il conte di Mazzarino, ed altri. Molti di costoro furono decapitati ed i loro corpi esposti nelle piazze di Palermo.

Il principe Giovanni d’Austria non poté fermarsi a lungo in Sicilia, perché suo padre Filippo IV lo inviò a riconquistare le piazze di Piombino e Portolongone, che erano nelle mani dei corsari che infestavano il Mediterraneo e che da quelle posizioni rendevano difficile e pericoloso il commercio.

Così il 20 marzo 1650 partì da Palermo per Messina, lasciando al suo posto Melchiorre Centelles Borgia quale viceré interinale. Rientrò vittorioso nel mese di agosto a Palermo, ma la sua sosta anche questa volta fu breve, in quanto Filippo IV, conoscendo il valore del figlio, che aveva anche represso l’insurrezione di Masaniello, lo inviò con tutta la flotta siciliana in Catalogna che si era ribellata al governo centrale.

Giovanni d’Austria rimise in ordine la flotta e il 28 maggio 1651 partì per la nuova impresa, passando prima da Trapani e poi proseguendo per la Spagna. Dopo un lungo assedio, Barcellona fu costretta a capitolare.  Prima di partire per la Spagna, Giovanni d’Austria aveva nominato Presidente del regno di Sicilia Antonio Brichel Ronchiglio, Cavaliere dell’Ordine di Alcantara, il quale però morì dopo breve tempo e Filippo IV il 28 agosto 1651 elesse come viceré Rodrigo Mendoza Roxas y Sandoval duca dell’Infantado.

Nel 1656 Filippo IV conferì al figlio Giovanni d’Austria il titolo di Governatore dei Paesi Bassi spagnoli e Comandante dell’Armata delle Fiandre.

Pubblichiamo una lettera del 16 agosto 1649, a firma di Giovanni d’Austria, nella quale ordina di inviare a Messina “ li Turchi presi sui mari di Marsala da un Brigantino del Duca di Musimier, insieme con le genti che intervennero in detta presa”.

Il viceré, in ossequio alle norme sanitarie del tempo, raccomanda di mettere in quarantena non solo i turchi catturati, ma anche tutti coloro che erano entrati in contatto con costoro.

 

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