Archivi
Categorie

UTILI MA ININFLUENTI

 

Qualcuno ha calcolato che nella recente manifestazione con Libera, a Trapani, erano in 12.000.

In verità un numero che, a prima vista, appare eccessivo per la stessa capienza della piazza.

Ma la nostra osservazione esula da questo concetto. Ciò che vogliamo dire è che è importante commemorare le vittime innocenti della mafia e che, anzi, andrebbero ricordate ogni giorno.

L’impressione, però, è che nella realtà queste manifestazioni rimangono solo un sentito appuntamento e nulla più.

Se qualche reazione arriva è solo frutto di iniziative personali della piccola manovalanza mafiosa, senza per questo sottovalutarne il fenomeno.

Guardando la piazza ci frullavano tante cose per la testa, ma la domanda era: quanti mafiosi infiltrati ci sono tra la gente comune? Mafiosi non conosciuti che hanno tutto l’interesse di farsi vedere proprio tra i veri manifestanti antimafia per legittimare la loro presenza anche nelle stanze buone del potere. Questo, a nostro avviso, è plausibile, così come è innegabile che, negli anni, la vecchia mafia si sia trasformata, allargandosi da sola banda di lupara a banda di colletti bianchi e politici manovrati.

E’ per questo che le manifestazioni non li toccano e non li intaccano.

E allora, potrebbe osservare qualcuno, li lasciamo fare e basta?

Assolutamente no.

Bisogna aggiornare la cultura anti mafiosa e adeguarla alla loro evoluzione.

Il contrasto sul territorio è compito delle forze dell’ordine, quelle forze che, con mezzi più o meno sofisticati, li debbono contrastare di giorno e, in modo più efficace, di notte.

Il contrasto culturale deve essere di competenza dello Stato e dovrebbe essere accompagnato da una vera e propria “materia di insegnamento” nelle scuole dell’obbligo. Magari affiancandola all’educazione civica.

In pratica, far comprendere ai più giovani che questa organizzazione malavitosa rappresenta non solo un pericolo per le nostre vite e la nostra sicurezza, ma un ostacolo allo sviluppo socio economico del nostro territorio. Si pensi agli enormi afflussi di denaro pubblico che mai raggiungono gli onesti imprenditori e tanto meno i potenziali lavoratori. Si pensi agli appalti pilotati per far vincere a loro piacimento le proprie ditte, magari mettendole a giro per non creare sospetti.

Si pensi, infine, al pizzo che debbono pagare commercianti e industriali. Pizzo che si risolve in un aggravio di spese. Non è un caso, ad esempio, che i commercianti del nord paga le loro tasse allo Stato mentre, quello del sud, le pagano due volte (Stato e Mafia) rendendo così impossibile la propria sopravvivere alle leggi economiche di mercato e di concorrenza.

La mafia, dunque, deve essere oggetto di studio e divulgazione nelle scuole prima ancora che nelle manifestazioni (più che legittime) che tuttavia hanno il sapore di un riconoscimento post mortem alle loro vittime. Quasi un requiem per l’impotenza o incapacità di tutti noi.

Purtroppo, volgendo lo sguardo dal lato opposto, dobbiamo dire che non si è ancora trovato un contrasto alla malavita organizzata e che diverse strutture per ciò create, non hanno risposto come la gente avrebbe voluto o sperato.

Vogliamo parlare dei sequestri effettuati dall’antimafia? Un organismo che sembra sorto solo per fare arricchire gli amministratori nominati della giustizia e incaricati (e ben pagati) per una lungaggine burocratica, legale e amministrativa, a danno di quei cittadini innocenti creditori che non saranno mai rimborsati per i loro legittimi crediti verso queste società che, ricordiamo, solo dopo sono state scoperte mafiose.  Occorrono anni e anni per valutare i beni delle società mafiose con i loro crediti e i loro debiti. Così, quando si arriva all’iscrizione dei creditori, rimane solo un atto pubblico senza seguito poiché i costi degli amministratori giudiziari hanno fatto tabula rasa del patrimonio mafioso. E a nulla valgono le sentenze giudiziarie pregresse che esulano dall’attività di mafia. Un argomento spinoso che richiederebbe maggiore attenzione da parte dello Stato.

Infine, quanta gente si è arricchita con la scoperta della professione antimafia senza produrre vantaggi reali per la società?

La stessa Commissione Nazionale Antimafia sembra brancolare nel buio, riprendendo spesso argomenti già superati dalla giustizia civile e penale, giusto per tirare a campare.

Ovviamente, poniamo un velo pietoso sulla Commissione regionale antimafia che sarebbe opportuno abolire. Qui ci fermiamo, lasciando spazio alle riflessioni personali dei nostri concittadini locali e nazionali.

 

I Commenti sono chiusi

Cerca
bed and breakfast RUA NUOVA

Clicca sull'Immagine x Ingrandire la locandina
Bed And Breakfast
RUA NUOVA

Calendario
agosto: 2017
L M M G V S D
« giu    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  
Visite