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ERICE: DOPO DIECI ANNI Il SINDACO

TRANCHIDA FA IL BILANCIO DEL SUO LAVORO

“Lascio un comune efficiente e con 30 milioni di euro di avanzo di amministrazione. Sono disponibile per una nuova avventura a Sala d’Ercole”

Se San Vito Lo Capo e le isole Egadi sono le località più ricercate della provincia di Trapani, sicuramente la medioevale Erice non è seconda per le sue bellezze naturali non di mare bensì di montagna (751 s.l.m.). Inoltre, grazie alle iniziative pregresse del suo concittadino, professore  Antonino Zichichi, è stata per anni alla ribalta della cronaca mondiale per aver ricevuto i maggiori scienziati del mondo nel Centro Ettore Maiorana.

Ha una popolazione di 28.300 abitanti sparsi tra Erice vetta, Casa santa Trapani, Ballata, Napola, Pizzolungo, Rigaletta e il rione San Giuliano a Trapani.

Da dieci anni è amministrata da una Giunta di sinistra capitanata dal Sindaco Giacomo Tranchida eletto per due consiliature consecutive. E proprio per questo, non più eleggibile in base alle attuali regole legislative.

Tranchida è stato precedentemente sindaco di Valderice (anche qui due volte) e consigliere provinciale sempre ascrivibile al PCI, PDS, PD.

La sua lunga militanza nel partito e la sua esperienza di amministratore ne fanno il candidato naturale alle prossime elezioni regionali.

Lascia sicuramente il Comune con una macchina amministrativa discretamente efficiente.

Come tutti i politici, può essere criticato e apprezzato

Ma la sua avventura politica non si ferma qui..

Di sicuro sarà a capo della lista civica “Erice che vogliamo” per un posto in consiglio comunale.

Ma cerchiamo di capire, attraverso le sue dichiarazioni, il giudizio sul suo operato e i suoi progetti per il futuro.

 

-Sindaco, sta vivendo gli ultimi giorni da primo cittadino dopo un decennio. Quale sensazione si prova?

Rammarico, per aver voluto fare di più, ma non averlo potuto fare a causa dei tempi morti della Regione. Ad esempio per i progetti candidati e rimasti a bagnomaria per la metanizzazione della vetta (dopo aver fatto quella di Pizzolungo) e il dovuto (come riconosciuto dal Tribunale di Trapani in nostro favore) finanziamento della nuova rete idrica, ed ancora, per essere incappati nei lunghi tempi delle carte in primis (nuovo regolamento nazionale sui lavori pubblici) che hanno costretto il Comitato Italiano Paraolimpico a rielaborare il progetto della “cittadella dello sport / ex campo bianco”, così come del nuovo cimitero di CdA Specchia a Napola. Soddisfazione per i risultati conseguiti: dalla Zona Franca Urbana di valle all’avvio dei lavori per il “contratto di quartiere” al “piano per le città”, per oltre 13.000.000€ di lavori già in corso…, con interventi nelle palazzine popolari IACP e urbanizzazioni diverse ivi compresa la riqualificazione del litorale costiero; e poi, dalla manutenzione alla realizzazione di nuove scuole (Baden Powell, 1′ piano Gemellini Asta e ora Auditorium alla Pagoto) alla realizzazione del circuito Museale integrato (Castello di Venere, Torretta Pepoli, Quartiere a Spagnolo, Nuovo Polo Museale Cordici) e dei servizi promo – turistici con diversificazione dell’offerta montagna di Erice (percorsi trekking e baita CAI) all’impiantistica diffusa nelle frazioni e quartieri, oltre al nuovo bocciodromo di Napola ed alla riqualificazione di tutte le palestre per arrivare al finanziamento del nuovo impianto sportivo di Villa Mokarta. L’ottimizzazione dei Centri Sociali a San Giuliano e Rosmini, le borse lavoro in sostituzione dei contributi a pioggia per gli indigenti, il primo lido per disabili. Una città più pulita con l’avvio della Raccolta Differenziata per arrivare all’attivazione del nuovo Centro Comunale di Raccolta in Rigaletta con sgravi fiscali per il diretto conferimento di carta, plastica e vetro. Nonostante l’EAS sia un fallimento abbiamo portato l’acqua nelle case dei cittadini… prima arrivava con le autobotti private ed a pagamento. Grandi opere: dalla nuova via di fuga a Pizzolungo alla scalinata di Ballata. Potrei continuare con l’urbanizzazione di Rigaletta-Milo e San Cusumano alta ed ancora , ancora …

-Nel corso dei due mandati popolari ha dunque attuato quanto programmato?

Al netto di quanto sopra, sì.

-Cosa resta, secondo lei, da fare per migliorare il suo comune che per bellezze naturali non ha nulla da invidiare a Taormina? Abbiamo in corso un progetto in attesa di finanziamento regionale per completare la perimetrazione urbana del centro storico (via Apollonis con recupero della locale chiesetta), tanto per favorire una fruizione completa ed assai agevole dei siti museali, culturali e paesaggistici. Riuscire finalmente ad ottenere dalla Regione / ex Provincia la gestione e l’apertura di un campus archeologico nell’albergo delle pinete (ove insiste “Erice Antika”) significherebbe aprire una nuova stagione di attenzione culturale internazionale su Erice, di già avviata sul maxi schermo quale set di “in guerra per amore” di prossima diffusione negli States e prossima con la registrazione di AcquaMan della Warner Bross in settembre 2017. Puntare ancora sull’alta formazione, dopo aver riportato l’Istituto Alberghiero in vetta , che fruirà anche di un convitto, serve anche a contrastare un processo di spopolamento. La Zona Franca Montana, se la Regione si decide, sarebbe la ciliegina sulla torta.

-Erice, al netto del circa il 50 per cento di evasione fiscale che si registra nell’intera regione e provincia, è indicata dall’Istat come il comune più ricco per reddito pro capite. Come si spiega questa posizione e da dove deriva questo “benessere”? La presenza di molto reddito da lavoro dipendente offre una prima analisi, a cui aggiungasi una tassazione per servizi non superiore a quella dei comuni viciniori ma con servizi di certo non inferiori anche come qualità. Abbiamo trovato un comune con debiti per mutui pregressi 10 anni fa, adesso lo lasciamo con circa 30.000.000€ di avanzo di amministrazione.

-Cosa ne pensa di una eventuale fusione tra i comuni di Trapani e di Erice?                           E secondo lei, a chi gioverebbe? Allo stato normativo (opportunità / possibilità di finanziamenti etc) non conviene ad alcuno dei due Comuni. Una rivisitazione geopolitica dell’intero ambito territoriale, agro ericino compreso, in visione d ‘ambito ottimale può avere un sapore antico ma credo sia auspicabile al pari dell’evoluzione normativa in futuro. L’unione dei comuni Elimo-Ericini guarda in tale direzione, sia nella logica delle economie di scala che della strategia promo-territoriale. 

-A parte la sua candidatura annunciata al consiglio comunale della vetta, ha mai fatto un pensierino per una potenziale corsa a Sala d’Ercole? E ne esistono i presupposti? Ho detto ad alcuni amici e cittadini che in provincia mi chiedono, al riguardo, di poter esser disponibile.

-Una sua affermazione, relativa ad un potenziale appoggio indiretto alla sindacatura di Mimmo Fazio a sindaco del capoluogo, ha suscitato un putiferio nel PD. Ha indicato veramente questa ipotesi? Ho semplicemente, da tempo e pubblicamente, offerto al dibattito politico, in primis nel PD, la prospettazione di un alleanza strategico programmatica che comprendesse una grande alleanza, dal centro sinistra ai movimenti, alle  civiche di Fazio, con tanto di primarie di coalizione.  Evidentemente la mia si è rivelata una opinione minoritaria e Piero SAVONA è il candidato del PD. Tanto al netto dello scurrile attacco personale posto in essere dal segretario cittadino Brillante, al quale la buona educazione fa un torto grave. 

-In tempi non sospetti, ossia mesi addietro,” La Risacca” ha scritto di un potenziale accordo sotto banco tra lei e Fazio. Ci spieghiamo meglio. Fazio diventa sindaco del capoluogo con il suo aiutino e lei diventa Deputato regionale con l’aiutino di Fazio. Per noi la possibilità esiste ancora, ben sapendo che la politica è l’arte degli accordi sotto banco. Mi dispiace deludervi e non condividere al pari la nobiltà del valore che diversamente vorrei avesse riconosciuta la politica . Ribadisco, nessun accordo ed ancor meno sottobanco, tutt’altro, una datata e, allo stato dei fatti, una minoritaria visione politico strategica resa oltremodo e pubblicamente nota e per il buon governo che credo meriti Trapani.

- Potrebbe trattarsi, tuttavia, di un accordo per ridimensionare il senatore d’Alì, creandogli difficoltà per una potenziale candidatura sia a sindaco di Trapani che a quella di senatore o deputato nazionale (salvo candidatura per nomina del dominus del partito di appartenenza). Tuttavia, una candidatura di questi, alle regionali, potrebbe suscitare un certo interesse di contrasto anche nel suo partito di appartenenza che potrebbe compattarsi sul suo nome (ex parlamentare PD permettendo). E’ fantapolitica? La visione di una alleanza larga su Trapani aveva  solamente l’obiettivo di assicurare un pubblico patto per il buon governo a Trapani. Non mi occupo di scenari da fantapolitica.

ALME

 


 

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