Archivi
Categorie

di Tonino Perrera

Nei secoli scorsi, le epidemie furono tra i mali che afflissero l’intera umanità, e anche l’Europa non si sottrasse a questo grave problema. E ciò a causa delle limitate conoscenze della medicina che non consentivano di debellare le malattie contagiose. Si ritenne, pertanto, – e giustamente – che la cosa migliore fosse la “prevenzione” e si adottarono le relative misure, alcune delle quali oggi ci fanno sorridere ma che, a quel tempo, erano cose molto serie e importanti allo scopo di salvaguardare la pubblica salute.

Nel 1575 venne istituito a Palermo il Magistrato di Sanità, trasformato poi nel 1746 in “Suprema Deputazione di Salute”. Questo organismo aveva il potere di promulgare speciali norme a tutela della salute dei cittadini dell’ Isola e aveva altresì giurisdizione sulle “Deputazioni di Salute” locali da lui dipendenti.

La Deputazione di Salute di Trapani aveva l’obbligo di comunicare alle città portuali ricadenti sotto la sua giurisdizione, le disposizioni emanate in materia di Sanità dalla Deputazione di Salute di Palermo.

Per quanto riguarda la corrispondenza, questa era sottoposta a disinfezione quando proveniva da zone notoriamente infette o con sospetto di malattie contagiose.

Le prime disinfezioni delle lettere avvenivano per mezzo di soluzioni liquide di aceto concentrato, lisciva caustica o cloruro di calce.

Successivamente fu adottato il metodo Guyton-Morveau, che prevedeva l’esposizione ai vapori di un miscuglio di ossido di magnese e di acido cloro-nitrico. I vapori penetravano attraverso tagli effettuati nella lettera. Durante la disinfezione con il metodo della “fumigazione”, le lettere erano sostenute con apposite pinze, in quanto il fuoco che bruciava le resine le rendeva caldissime e la parte della lettera coperta dalle pinze non veniva macchiata dai vapori di disinfezione.

 

Nella fig.1 è rappresentata una lettera del 26 aprile 1820 proveniente da Favignana e diretta a Mazara, che è stata sottoposta a disinfezione per motivi precauzionali, perché le isole minori della Sicilia erano spesso infestate dai corsari barbareschi, considerati veicoli di epidemie.

 

Fig.2 – Lettera spedita da Roma il 6 luglio 1837 diretta a Palermo e da lì inoltrata a Castelvetrano. Lettera disinfettata con fumigazione e tagli di disinfezione.

Nel 1837 in Sicilia vi fu una terribile epidemia di colera, basti pensare che nella sola città di Palermo la malattia uccise circa un quarto della popolazione, con una media di 2000 persone al giorno, e le migliaia di cadaveri rimasero insepolte nei cimiteri per mancanza di personale.

 

Fig.3 – Lettera da Trapani a Mazzara del 26 settembre 1837, disinfettata con tagli e fumigazione. Sono visibili i tratti non fumigati perché coperti dalle pinze a molla.

 

Fig.4 – Lettera spedita da Trapani a Salemi il 30 settembre 1854, disinfettata con 2 tagli verticali.

Nel 1854 si diffuse in tutta Europa una virulenta epidemia di colera. In Italia l’epidemia colpì soprattutto il Veneto, ma durante l’estate si diffuse lungo tutta la Penisola e principalmente nelle città costiere. A Messina la mortalità fu elevatissima, a Palermo i morti accertati furono 5.334.

 

 

I Commenti sono chiusi

Cerca
bed and breakfast RUA NUOVA

Clicca sull'Immagine x Ingrandire la locandina
Bed And Breakfast
RUA NUOVA

Calendario
giugno: 2017
L M M G V S D
« mag    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Visite