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di Elio D’Amico

Appena qualche numero fa, avevamo affrontato, in un mio articolo, un tema che in verità mi era stato sollecitato da parecchie persone: l’assenza, in città, degli spettacoli di prosa professionistici e l’assoluto disinteresse delle Istituzioni verso le compagnie amatoriali locali.

L’articolo è stato certamente l’occasione di uno sfogo di chi si occupa di teatro da …anta anni (non scendiamo nei dettagli per motivi anagrafici), ma anche la volontà di essere portavoce di un’esigenza che a Trapani è stata sempre presente e che per una ventina d’anni (grazie al compianto Ciccio Braschi) è stata soddisfatta, magari più o meno validamente, e dopo la sua scomparsa durata ancora pochi anni.

Adesso in città è venuta meno la presenza degli spettacoli di prosa, ma non il desiderio di teatro, tanto è vero che hanno subito un notevole incremento i pellegrinaggi serali verso il Teatro Biondo di Palermo.

Ma non basta: fino a qualche anno fa, nelle serate di prosa, nel parcheggio antistante il Teatro “Tito Marrone” sostava più di un pullman proveniente da Alcamo e da Marsala; adesso la tendenza si è invertita, e sono i Trapanesi ad affollare i teatri alcamesi e marsalesi… e non solo.

Il Luglio Musicale Trapanese – che pure si vanta di rappresentare la cultura cittadina a 360 gradi – sembra sordo da questo orecchio e l’amministrazione Damiano non ha mai avuto confidenza con il mondo della cultura; anzi… con il mondo dell’intrattenimento in generale, incapace di organizzare perfino un misero karaoke nel periodo natalizio o estivo.

Per non parlare, poi, delle compagnie teatrali amatoriali, che non sono nemmeno prese in considerazione: non un minimo contributo, non uno spettacolo per giustificare un pur piccolo compenso, non un locale mai messo a disposizione per le prove o per allocarvi scene e costumi: ognuno si arrabatta come può.

Eppure le compagnie amatoriali, a prescindere dalla qualità delle loro proposte, tolgono giovani ai videopoker e contribuiscono ad avvicinare tante persone al teatro che, fino a prova contraria, è una delle massime espressioni della cultura di ogni tempo.

Ma forse tutto ciò non rientra nella formazione base del Carabiniere.

Ed allora, facendo a pugni con la laicità delle Istituzioni, ben vengano le parrocchie che – almeno loro – ancora danno spazio a questa forma di aggregazione e di crescita.

Eppure l’interesse dei Trapanesi verso il teatro – anche quello amatoriale – è sempre altissimo, provato dal “tutto esaurito” fatto registrare da tutte le rappresentazioni della stagione di prosa organizzata dai giovani del Teatro Don Bosco, che hanno dimostrato di vedere più lontano dei nostri Amministratori: una quindicina di appuntamenti, spesso replicati il giorno dopo, e non si trova mai un posto libero, nemmeno raccomandandosi con Padre Adragna.

Ma è miopia, o disinteresse verso i bisogni culturali della città? Poiché noi non ci facciamo mancare nulla, probabilmente sono entrambe le cose.

Presidenti e Direttori Artistici delle Compagnie locali sono stanchi di combattere contro i mulini a vento, ormai è chiaro che l’argomento non interessa e non avrà mai una soluzione a livello istituzionale.

E siccome noi non siamo insensibili al grido di dolore che si eleva dai Trapanesi – parafrasando una celebre frase di Vittorio Emanuele II – ci permettiamo dire: “Teatranti trapanesi, unitevi !”.

Scavalchiamo le istituzioni e cerchiamo di autogestirci !

In verità questo “grido di dolore” sembra essere stato raccolto da qualcuno, che forse sulla cultura ci punta da parecchio tempo.

Il Comune di Custonaci, rotta l’instabile collaborazione con il Luglio Musicale Trapanese, ha sposato l’iniziativa della sua pro loco ed ha invitato tutte le compagnie amatoriali insistenti sul territorio a consorziarsi, firmando un protocollo d’intesa con il quale mette a loro disposizione – a titolo gratuito – il suo teatro, dove le compagnie potranno esibirsi nelle loro rappresentazioni; non soltanto le Compagnie di prosa, ma anche le scuole di danza e di musical: un contenitore culturale a 360 gradi.

È l’uovo di Colombo, ma ci voleva un piccolo Comune per scoprirlo.

All’incontro, organizzato dal Presidente della pro loco Renato Bica, in collaborazione con l’Assessore alla Cultura, Turismo e Eventi Silvia Campo, hanno preso parte i rappresentanti di ben 23 compagnie locali, che hanno mostrato un reale interesse verso l’iniziativa.

Il protocollo d’intesa, pervenuto a tutte le singole associazioni, conviene, tra il Comune di Custonaci, la pro loco e le singole Compagnie, la comune gestione della programmazione del teatro, nonché la possibilità di rappresentare in esso le proprie messinscena.

Certamente restano a carico delle Compagnie le eventuali spese di service audio e luci, nonché quelle di pubblicità, ma avendo a disposizione gratuitamente un teatro e tutti i servizi ad esso connessi quali pulizia, vigili del fuoco ed assistenza tecnica, le spese sono certamente di gran lunga più abbordabili, compensabili con un biglietto d’ingresso di pochi euro.

L’unico inconveniente è che la struttura del teatro è ancora assolutamente grezza: dotata di camerini per gli attori e con una platea di oltre 200 posti, è priva tuttavia di tutte quelle strutture – quinte, sostegni per luci ed amplificazioni e quant’altro – che ne possono fare un ente totalmente autonomo; ma sono tutti inconvenienti che una buona Compagnia, anche amatoriale, è in grado di superare agevolmente.

Per le Compagnie firmatarie il protocollo d’intesa non c’è alcun obbligo, ma solo il diritto di potere usufruire gratuitamente della struttura.

Ciò, ovviamente, non impedirà al Teatro di Custonaci di ospitare stagioni di prosa autonomi con spettacoli e seminari proposti da professionisti; e la prima rassegna è già in corso con spettacoli di prosa e di varietà e con seminari a cura dei professionisti Isabella Carloni e Salvo Piparo.

Infatti lo spettacolo “Artemisia” del 2 aprile sarà preceduto sabato e domenica mattina da un laboratorio teatrale a cura di Isabella Carloni che, in un unico percorso, si sostanzierà in tre incontri: il primo su “l’attore e il testo”, il secondo sarà un training attoriale ed infine “dal testo alla messinscena”.

Analogamente avverrà con Salvo Piparo: l’attore palermitano, infatti, sarà protagonista sabato 6 maggio di “Le gesta dell’Orlando Furioso” per la regia di Luigi Maria Burruano, ma la mattina proporrà il laboratorio teatrale dal tema “il cunto, la tradizione orale e il teatro popolare”.

Tutti i laboratori saranno gratuiti.

Anche questi laboratori – ha sottolineato Renato Bica nell’incontro preliminare con le Compagnie – hanno lo scopo di fare crescere la cultura teatrale nel territorio, e per questo sono aperti sia agli addetti ai lavori che a semplici appassionati di teatro.

L’iniziativa teatrale si sposerà con la beneficienza, poiché il modesto biglietto d’ingresso sarà devoluto all’Associazione Italiana Leucemie.

Certamente i problemi derivanti da tale accordo si potranno scoprire soltanto in corso d’opera, ma intanto è importante che sia nata questa volontà di collaborazione che Compagnie che spesso si sono fatte tra loro la guerra dei poveri, e che tutte abbiano finalmente un teatro a loro disposizione.

Non è sicuramente la risoluzione di tutti i problemi, ma è almeno un passo avanti; e soprattutto è un attestato di considerazione verso tutte quelle associazioni che sono parte essenziale della cultura del nostro territorio.

 

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