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Si è tenuta a Trapani, presso la Sala Laurentina, la presentazione del Libro “la mafia ordina SUICIDATE ATTILIO MANCA” per la casa editrice Imprimatur scritto dal giornalista Lorenzo Baldo, con la prefazione di don Luigi Ciotti. Alla presentazione sono intervenuti come relatori l’autore del libro, Lorenzo Baldo, Angela Manca, madre di Attilio Manca, che ha partecipato in collegamento telefonico, i coniugi Vincenzo Agostino e Augusta Schiera Agostino (genitori di Antonino Agostino, poliziotto ucciso nel 1989) e Roberta Gatani coordinatrice del movimento delle Agende Rosse “Rita Atria” di Trapani. L’evento, organizzato dalle Agende Rosse di Trapani e dalla Fondazione Pasqua2000, è stato moderato dal giornalista Vito Campo. Il libro di Baldo parla di un fatto di cronaca, che è lontano nel tempo, ma che potrebbe avere dei risvolti inaspettati per la storia che racconta. Tratta dell’uccisione di un uomo, un giovane uomo, Attilio Manca. E’ il 12 febbraio 2004. A Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi, viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca, giovane medico, urologo, di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, che operava presso l’ospedale di Viterbo. Il suo corpo è riverso trasversalmente sul piumone del letto, seminudo. Dal naso e dalla bocca fuoriesce una grande quantità di sangue, che ha provocato una pozzanghera sul pavimento. Il volto di Attilio è stravolto e tumefatto, il setto nasale appare deviato, mentre sui suoi arti sono visibili macchie ematiche. A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze, presenti nel sangue e nelle urine di Attilio: alcolici, eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit). Sul suo braccio sinistro i segni di due iniezioni. Per la Procura di Viterbo non c’è dubbio che si è trattato di un suicidio. Ma c’è qualcosa che non quadrerebbe in questa ricostruzione, e molti degli elementi descritti nel libro, tra l’altro ben circostanziati, danno una ricostruzione alternativa a questa verità giudiziaria, che molti, in primis la famiglia Manca e gli avvocati che la assistono, ritengono non corrispondente alla verità storica dei fatti. In questo libro, Lorenzo Baldo, affronta con rigore, e con carte alla mano, questo complesso caso. Il lavoro, che è frutto di un’analisi puntuale e ben documentata dei fatti, prende per mano questa vicenda, e lo affronta fin dall’inizio per arrivare ai suoi esiti attuali. E la cifra di questo libro è proprio questa: provare a mettere insieme un puzzle complesso, ascoltando tutte le campane e verificando le fonti, per capire se la morte di Attilio Manca sia stata dovuta a un’overdose poi archiviata come suicidio. O se invece c’è altro, e se s’intravede, sia pure in lontananza, l’ombra di Cosa nostra?  Di particolare impatto emotivo, poi, è il racconto del giovane e brillante urologo che ne danno i familiari: la mamma Gina, il papà Ugo e il fratello Gianluca. Sono parole, messe nero su bianco, che restituiscono il quadro autentico di chi era Attilio Manca, ma anche di una famiglia lacerata da un immane dolore, ma che con forza, compostezza e dignità, combatte nelle aule di tribunale per ottenere giustizia e verità per l’amato figlio.

V.C.

 

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