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di Michele Megale

Qualche mese addietro ho letto con interesse l’intervento del Consigliere Enzo Abbruscato, in una seduta del Consiglio Comunale sul disinteresse che dimostra l’amministrazione di Trapani su più beni demaniali. Egli ha indicato la Casina delle Palme, l’ex cartoleria Pons e il bastione “Impossibile”. In un brevissimo “ricordo”, così come già scritto al consigliere, vorrei aggiungere l’Isola di S. Antonino (lazzaretto), Torre Osorio, la Colombaia (regione o ex provincia?), Borgo Fazio, Borgo Livio Bassi, la Torre esistente sul palazzo delle Finanze in via Torre Arsa (che è del Comune).

Approfitto dell’occasione per dare sfogo ai miei ricordi nella speranza di contribuire a salvare dei patrimoni dimenticati.

-Casina delle Palme (Invero era il Casino delle Palme e non, come può pensare qualcuno, il Casino di caccia, il Casinò da gioco, ecc. ecc.). Esso fu restaurato nel 1947 con l’incarico all’Ing. Andrea Lipari, ed apparteneva ai Fratelli Fontana (proprietari del Cine), ma l’impresario era il Sig. Cicinelli. Su quel palcoscenico si esibirono importanti artisti dell’epoca quali Giacomo Rondinella, Nunzio Filogamo, Gino Latilla, la compagnia di operette de “la Nazionale” con la prima donna Dedè Mercedes. Claudio Villa fu fischiato perché non volle concedere il bis, mentre suscitò uno scandalo il cachet di 150.000 mila lire corrisposto a Nilla Pizzi. Nella serata di “Addio Giovinezza” intervenne, addirittura, la Questura. La marcia lenta dell’Addio Giovinezza – scritta nel 1914 – divenne, nel 1917 prima e nel 1919 dopo, l’Inno Marcia del Corpo degli Arditi e del Fascio di Combattimento di un certo Benito Mussolini.

Ex cartoleria Pons, nel 1992, dopo il restauro, l’amministrazione dell’epoca venne in possesso dell’immobile che era stato concesso, così come il Tritone, in uso per trent’anni dalla amministrazione del Sindaco Manzo.  Quella amministrazione affidò all’organismo culturale “La Scalinata” l’uso e la manutenzione dell’immobile. In esso si potevano organizzare mostre artistiche di otto giorni per i singoli e di quindici giorni per le collettive, ed in cambio dell’uso gratuito ciascun artista donava al comune una sua opera. Dopo l’elezione della prima giunta Buscaino (eletta dal Consiglio), per interferenze giuridiche venne nominato dalla Regione Sicilia un Commissario. Una “testa di cavolo” che, nei pochi mesi che si trattenne a Palazzo D’Alì, fece sgomberare “La Scalinata” ed affidò i locali ai Vigili Urbani. Regolarmente sino ad oggi mai usati. D’altra parte le seguenti amministrazioni Buscaino, Laudicina, Fazio e Damiano – elezioni popolari – sono rimaste a guardare.

Borgo Amerigo Fazio, Un Borgo rurale che ricorda la Medaglia d’Oro Amerigo Fazio da Marsala, caduto in combattimento a Mais Beles (A.O.I.) il 21 gennaio 1936. Nulla a che vedere con ”i Fazio” di Fulgatore.

Borgo Livio Bassi ad Ummari, Ricordo della Medaglia d’Oro trapanese fratello dell’ex sindaco Aldo Bassi, morto in Grecia il 20 febbraio del 1941.

Torre “Carosio” ubicata nella omonima via, vi sono più appartamenti presenti su due piani. Non è vero che essa sia stata donata da un privato al Comune,  ed apparteneva alla vecchia e gloriosa “Società fra Onesti Operai”. Nel suo statuto era previsto che in caso di scioglimento della stessa l’immobile sarebbe divenuto comunale.

….solita fregatura – per circa 25 anni – un privato ebbe a sfruttare l’immobile intascando regolari “affitti”. Poi, non potendo “legalizzare l’irregolarità…ne fece  dono al Comune!”.

Per quanto riguarda i “borghi”, essi nascevano su iniziativa del Governo dell’epoca per aiutare i contadini a vivere sul posto di lavoro.

 

 

 

FAZIO AMERIGO DA MARSALA

Seniore Gruppo Battaglione CC.NN. di Eritrea

MEDAGLIA D’ORO AL VALORE MILITARE (alla memoria)

 

 

“Aiutante di campo del Gruppo Battaglione CC.NN. dell’Eritrea, per quanto notevolmente menomato nel fisico in seguito a recente operazione chirurgica, rimase al suo posto per evitare di essere rimpatriato. Nonostante le insistenze del suo comandante perché non prendesse parte all’azione, si portava di propria iniziativa ove maggiormente ferveva la mischia sprezzando ogni pericolo. Fedele collaboratore al fianco del Comandante del Gruppo, incitò con l’esempio e la parola le Camicie Nere, finché, colpito a morte cadeva eroicamente”.

Mai Beles, 21 gennaio 1936

 

 

 

 

LIVIO BASSI DA TRAPANI

Tenente Pilota

MEDAGLIA D’ORO AL VALORE MILITARE (alla memoria)

 

 

“Arditissimo pilota da caccia, di provato valore partecipava a numerose e alle più rischiose azioni di guerra contro velivoli nemici. Dopo una impari lotta con numerosi aerei avversari, ferito e con i serbatoi bucati, anziché lanciarsi col paracadute tentava un atterraggio ai limiti del suo aeroporto.

Rimasto avvolto dalle fiamme, gravemente ustionato veniva soccorso e trasportato all’ospedale

dove, dopo due mesi di atroci sofferenze supportate con stoica fierezza, chiudeva serenamente la gloriosa giovane vita nella visione della Patria vittoriosa, già da lui tanto mirabilmente servita”.

Cielo della Grecia, 20 febbraio 1941

 

 

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