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                                                                                                                                                                                                  di Filippo Camuto

CANILE DI TRAPANI SEMPRE LOTANI RISTRUTTURAZIONE E COSTRUZIONE

Nella pubblicazione del mese di dicembre 2012 di questa Rivista nel nostro articolo avente per oggetto la situazione dell’attuale canile di Trapani e quello intercomunale “in fieri”, avevamo manifestato ai nostri lettori che avremmo seguito il loro evolversi e comunicato quanto riusciti a sapere.

Cominciamo intanto col dire che la struttura canina di Via Tunisi è ancora sotto sequestro, il che non consente il ricovero di altri cani in qualsiasi condizione si trovino, come incidentati o bisognosi di assistenza. Per essi è previsto il trasferimento a Caltanissetta a pagamento. Al momento non è dato sapere a che punto siano i lavori di ristrutturazione, riteniamo comunque che ci vorranno diversi mesi per la loro ultimazione e quindi incerto è il periodo del dissequestro per entrare nuovamente in attività.

Ma un’altra priorità è costituita dalla realizzazione del nuovo canile intercomunale per il quale sono disponibili nel bilancio comunale, come è noto, ben quattro milioni di euro il cui valore di acquisto si va sempre più assottigliando dato il lungo tempo trascorso. In questi giorni però circola la voce che è stato definito il progetto della struttura canile intercomunale di Cuddia. Ma quella che doveva essere una bella notizia non lo è, perché ci lascia in un tremendo sconforto e disagio.

Perché? Abbiamo fatto di persona una visita al terreno che dovrebbe diventare canile in contrada Cuddia. Ci siamo trovati in presenza di un sito desertico a due passi dalla discarica di Borranea, a cielo aperto, che emana esalazioni non certamente salutari; si trova in una zona a 32 Km da Trapani, con poche case sparse intorno abbandonate e cadenti, difficile da raggiungere per chi volesse raggiungerlo per adottare per esempio un cane, le strade di accesso d’inverno non sono praticabili perché il fango dei terreni si riversa su di esse, non c’è né luce, né acqua, la zona scelta è lambita da un torrente, senza argini, che a causa delle piogge può esondare e allagare il canile e fare annegare i cani ivi ricoverati.

La Lega per la difesa del cane di Trapani, nell’intento di volere collaborare, ha interessato i suoi tecnici che hanno redatto una relazione che è stata consegnata al Comune evidenziando la impossibilità e la inidoneità di costruire un canile-gattile in contrada Cuddia in mezzo ai feudi.

Per questi motivi ed altri ancora, sconsigliamo, animati come siamo da sensibilità verso le povere bestie, e ci permettiamo di informare il Sindaco e le autorità comunali competenti a non dare corso alla costruzione del canile in quel posto, trattandosi di un’opera molto costosa, inutile e facile da essere visitata da malviventi che potrebbero, di notte o di giorno, rubare i cani ivi ricoverati, per usarli per scopi disumani.

Lo stesso progetto del nuovo canile, che pare sia stato approvato, può essere realizzato in una zona più idonea.

 Chiudiamo questo articolo rivolgendo un appello alle autorità comunali e sanitarie affinché si faccia presto per realizzare la struttura canina, in quanto necessaria perché a servizio e supporto indispensabile per la lotta al randagismo-vagantismo che deve essere tuttavia attuata con appropriati programmi di sterilizzazione, prevenzione ed educazione sanitaria veterinaria. In questo modo il tasso di nascite sul territorio comincerebbe a diminuire, così come l’ingresso dei cani nei canili. Seguendo tale programmazione, con l’ausilio dell’anagrafe canina, il fenomeno del randagismo può essere contenuto, se non debellato ,come è avvenuto nella Regione delle Marche.

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